L’autogestione è la gestione della classe guidata dai rappresentanti di classe in cui gli alunni devono dimostrare di sapersi gestire e di parlare dei problemi dell’istituito o della classe stessa. E’ una forma di protesta che può rappresentare un ottimo momento per parlare dei problemi o dare delle opinioni sull’istituto che di solito infastidiscono perchè innescano polemiche. Può essere anche un occasione per ripassare o studiare una materia di cui magari dobbiamo recuperare facendoci aiutare da compagni che magari sono sono più studiosi. Nei giorni giovedì 10/01/19 e venerdì 11/01/19 gli alunni del Cannizzaro hanno fatto un’ autogestione dove ,da classe in classe, hanno parlato dei problemi della scuola. Il rappresentante d istituto Giuseppe Ferlauto durante l’assemblea straordinaria ha parlato dei motivi della protesta: entrata a seconda ora, la possibile eliminazione delle macchinette, il malfunzionamento dei mezzi pubblici,lo stato della palestra, spesso sporca e inutilizzabile e la necessità di una maggiore pulizia dei bagni sporchi che peraltro spesso risultano anche rotti. Alcuni alunni,durante la riunione, erano daccordo su quest’autogestione altri ,secondo me, si stavano zitti per la vergogna,ma in verità non erano daccordo sul fatto, forse perchè interrompeva le attività didattiche. Le classi, durante l’autogestione, hanno fatto bene il loro lavoro perchè hanno rispettato gli impegni richiesti. Alcuni alunni si lamentavano per lo sciopero proclamato da Ferlauto perchè interrompevano il regolare svolgimento delle lezioni.
Autore: sicali007
Dipendenza Dai Telefoni
Come la televisione ed il computer, anche il telefonino rappresenta uno strumento tecnologico di crescente utilizzo tuttavia è anche un oggetto verso il quale si può sviluppare una vera e propria forma di dipendenza. Con la crescita del numero e dei modelli di cellulari, nonché dei servizi offerti attraverso il telefonino, si assiste infatti a quella che viene chiamata telefono-dipendenza; in alcuni paesi, è già diventata una “malattia sociale”.
Lo smartphone, è molto utile, basta utilizzarlo nei giusti tempi e modi perchè è un oggetto che serve non solo a comunicare ma aiuta a risolvere o facilitare alcune operazioni : calcolatore numerico, conoscere i fatti del giorno come giornale online, il meteo o può addirittura dare dei consigli su un qualcosa da comprare. Diciamo che è triste vedere ad esempio una coppia di due fidanzati per esempio in una pizzeria a mettersi col telefono invece di comprare qualcosa da mangiare, quindi, dobbiamo utilizzare lo smartphone nei tempi e modi giusti.
A parer mio il telefono può essere utilizzato ma non troppo, così non si crea la dipendenza e si vive più sereni. Si parla di «cellularo-mania» o «nomofobia» quando si evidenzia una vera e propria difficoltà a staccarsi fisicamente dal telefono o si teme di non essere in contatto con il mondo. Le persone affette da questo disturbo tendono a considerare lo smartphone come uno strumento per soddisfare bisogni di ordine affettivo-relazionale e come principale mezzo per comunicare con gli altri. Più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile tendono a manifestare stati d’ansia quando rimane a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete. In questi casi gli esperti consigliano la psicoterapia.
La Dipendenza Nei Telefoni
Ormai si sta discutendo molto della dipendenza dei ragazzi con i telefoni, perchè la nostra joventù utilizza anche in tempi esagerati lo smartphone. Come la televisione ed il computer, anche il telefonino rappresenta uno strumento tecnologico di crescente utilizzo che, come dimostrano recenti e numerosi studi, è anche un oggetto verso il quale si può sviluppare una vera e propria forma di dipendenza. Inizialmente il cellulare era uno strumento essenziale il cui possesso assolveva alla funzione di rendere costantemente rintracciabili in tempo reale un numero privilegiato di utenti “socialmente impegnati ed importanti”. Il telefono,si può utilizzare, ma non in un tempo prolungato. Questa dipendenza può anche ingannare i genitori che,magari, invece di badare al figlio o ai figli si metteranno ad usare lo smartphone per casi propri e personali. Ben presto il cellulare ha cominciato a rispondere e ad alimentare il bisogno comune di essere vicini, superando i confini, trasformando profondamente le possibilità delle azioni quotidiane, favorendo la possibilità di aumentare le occasioni di intimità e, talvolta, anche quelle di violazione della libertà e degli spazi personali. Il sistema dei messaggini telefonici ha trovato ben presto grande diffusione in relazione alle possibilità di conciliare un mezzo di comunicazione economico, scritto e indiretto quanto una lettera. Infatti anche messaggiare e parlare via telefono potrebbe anche creare una sorta di dipendenza così da concentrarsi sul contatto da messaggio e fregarsene,adesempio di una spiegazione scolastica o extrascolastica

Molestie a bordo dei mezzi pubblici: è emergenza donne nel mondo
>Soprattutto nei mezzi pubblici si verificano anche tutt’ora delle molestie verso le donne nel mondo.Un avvenimento che possiamo ricordare è successo a Catania dove una donna era alla guida in un autobus. La donna si chiamava Rita Gagliano ed era originaria a Nicosia tra l’altro madre di un bambino di 17 mesi;tutto avvenne nel 15/01/2018,un giorno molto triste per la donne 22enne .Insieme a lei ci sono le altre “quote rosa” al volante dei bus dell’Amt, un’autista catanese ed un’altra di Palermo che ogni giorno fa la spola con la città etnea.Secondo me dobbiamo tutti avere il rispetto verso le donne perchè loro ci hanno dato la vita ed è solo grazie a loro che siamo qua,quindi questi atti di molestia verso le donne non hanno senso e sono inaccettabili.
EPISODIO DENUNCIATO DA UNA 15ENNE“
La ragazzina aveva denunciato ai carabinieri che lo scorso 28 aprile, intorno alle 13 circa, era stata importunata sul bus da un uomo, descritto come italiano, sui 30 – 35 anni, stempiato e con capelli brizzolati. Il soggetto l’aveva avvicinato, baciata e palpeggiata sul seno. A interrompere la molestia, era stato l’intervento di una passeggera anziana, che vedendo la 15enne in difficoltà l’aveva fatta sedere accanto a lei, così il malintenzionato si era allontanato.
Un recente calcolo ci informa che in Italia, nel solo 2016, sono 60 le donne che hanno perso la vita a causa di violenza. Molto superiore, a livelli sconvolgenti, il numero delle denunce da parte di donne che tentano in questo modo di difendersi da minacce, persecuzioni e violenze di ogni genere. Anche se si continua a discutere molto sulla difesa della “categoria rosa” e sull’importanza della denuncia, sono molte le donne che si ritrovano sole, schiacciate dalla paura, a dover contrastare personali emergenze e timori legati a uomini che con il loro comportamento rappresentano una minaccia.


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